Per un’azienda che voglia allargare il proprio giro d’affari, magari anche a livello mondiale, la scelta di aprire un negozio online è fondamentale. Un e-commerce ben strutturato permette di offrire al mondo intero i propri prodotti, permettendone l’acquisto comodamente da casa attraverso il sito web aziendale.

Costruire un e-commerce di successo prevede però importanti analisi preventive: considerata l’entità dell’investimento, che a seconda della complessità può essere anche parecchio oneroso, realizzarlo in maniera affrettata può avere ripercussioni negative sul lungo termine in aspetti quali scalabilità, mantenibilità, integrazione.

Per questi motivi, è necessario prevedere con anticipo le criticità e compiere le scelte corrette in relazione al modello di business aziendale e agli obiettivi fissati. In questo articolo, vedremo assieme alcuni aspetti cruciali da valutare in fase di progettazione di uno store online.

CMS per e-commerce open source o proprietario

Qualsiasi ecommerce è gestito da un software installato nel proprio server remoto, diventando parte integrante del proprio sito aziendale o lavorando in parallelo. I contenuti (prodotti) vengono creati utilizzando un’interfaccia utente più o meno complessa in quello che prende il nome di CMS, o content management system. I più famosi sono WordPress, Joomla, Drupal, Magento e Prestashop.

Alcuni di essi nascono già con il preciso obiettivo di funzionare come e-commerce (Magento, Prestashop), altri sono più “generalisti” (come WordPress e Joomla) e integrano le funzionalità di e-commerce tramite plugin o temi ad hoc (come WooCommerce).

Questi appena citati sono tutti software open source self-hosted, ossia liberamente reperibili ed utilizzabili, ed addirittura modificabili a piacimento, a patto di disporre di un server web dove installarli.

Sono quotidianamente utilizzati da milioni di persone ed imprese e le loro caratteristiche base vengono ampliate da una miriade di plugin e temi dedicati a funzioni specifiche, creati a loro volto da sviluppatori terzi, ed offerti gratuitamente o a pagamento. Il plugin e-commerce più famoso ed utilizzato, Woocommerce per WordPress, è alla base di circa 3 milioni di store online, solo per rendere la proporzione del suo successo.

Il vantaggio di questi software, a parte il loro essere gratuiti, è di poter contare su una community di milioni di persone che creano plugin dedicati praticamente a qualsiasi cosa.

Il loro grosso svantaggio, è congenito al loro essere estremamente popolari: periodicamente sono oggetto di attacchi informatici e falle di sicurezza. Va anche detto che eventuali vulnerabilità sono segnalate solitamente nel giro di qualche ora e risolte tempestivamente.

Come esistono piattaforme e-commerce open source, esiste anche la possibilità di rivolgersi a software house per avere il proprio manageriale creato su misura per il proprio business, con tutti i vantaggi connessi: massima integrazione, nessuna funzione inutile, e grado di sicurezza assolutamente superiore.

Gli svantaggi riguardano soprattutto il prezzo, che per richieste particolari o molto complesse può finire con l’essere parecchio alto, e il doversi sempre rivolgere agli sviluppatori del software per eventuali modifiche o integrazioni non previste inizialmente. Il che, ovviamente, può essere anche ritenuto un vantaggio se quello che si cerca è un partner serio a cui rivolgersi in maniera costante.

La scalabilità delle piattaforme e-commerce

Che si scelga una soluzione open source o prioprietaria, la massima attenzione va riservata alla capacità del software di scalare nel tempo. Se il business va bene, ed è probabile che un e-commerce contribuisca fortemente in questo senso, ci sarà la necessità prima o poi di aggiungere un numero di prodotti più alto rispetto all’inizio, di aprire la vendita anche in paesi non originariamente previsti, o anche solamente gestire un numero di visitatori maggiore rispetto alle capacità ipotizzata.

Per questi motivi, una piattaforma e-commerce deve rendere facili e poco onerose le operazioni di upgrading, senza lasciare l’azienda con periodi di downtime.

Integrazione con il magazzino, CRM e contabilità

Le aziende ovviamente vendevano anche prima di internet, e la scelta di accompagnare al business tradizionale una piattaforma e-commerce non deve interferire negativamente con il flusso normale di vendita, bensì integrarsi con esso in maniera il più semplice possibile.

Una buona piattaforma e-commerce open source deve prevedere fin dall’inizio opzioni di integrazione con i software gestionali più famosi già usati in azienda e se esse non esistono deve rendere facile la possibilità di crearne, attraverso API chiare e una buona documentazione.

Nel caso di e-commerce sviluppati ad hoc ovviamente questo problema non si pone, in quanto il progetto di sviluppo prevederà già dal principio l’analisi dei software gestionali usati in azienda e la conseguente loro integrazione con la piattaforma e-commerce.

Scegliere bene oggi per migliorare il fatturato

Come abbiamo visto, la scelta dell’opzione e-commerce più adatta alla propria azienda è per certi versi delicata e fondamentali per il fatturato futuro.

Compiere una buona analisi permette di evitare costi nascosti e ritrovarsi con uno strumento pronto a scalare nel caso le necessità aziendali lo richiedano: per questi motivi, affidarsi ad un partner competente e serio che aiuti l’azienda nella scelta può senz’altro rivelarsi la soluzione più intelligente.


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