Smart working e sicurezza: come ottenere i vantaggi del lavoro flessibile in tutta sicurezza (parte 1)

Smart working e sicurezza: come ottenere i vantaggi del lavoro flessibile in tutta sicurezza (parte 1)

Durante i mesi di lockdown, molte aziende hanno dovuto fare i conti con l’impossibilità di mantenere un’organizzazione del lavoro “classica”: quella per intenderci che prevede la presenza fisica in sede di tutti i dipendenti e collaboratori. Per poter continuare l’attività produttiva, o perlomeno quella amministrativa/commerciale, gli stessi imprenditori hanno dovuto abbracciare forme di lavoro “nuove”, scoprendo subito dopo che in realtà sono forme di lavoro ampiamente rodate e già utilizzate in gran parte d’Europa: ci stiamo riferendo a tutte quelle tecniche di lavoro remoto, decentrato, flessibile che vanno sotto il nome di smartworking.

Nel nostro precedente articolo sull’argomento, abbiamo analizzato degli spunti per avvicinarsi a questa organizzazione del lavoro, considerandone i (molti) pregi e i (pochi) difetti. In questo articolo, vogliamo invece soffermarci su un aspetto a volte sottovalutato dello smartworking: la sicurezza.

Sicurezza informatica in azienda e sicurezza informatica fuori azienda

Per fortuna, il tema della sicurezza informatica sta diventando un pilastro fondamentale delle strategie di costruzione di infrastrutture informatiche aziendali, dopo essere stato preso alla leggera per tanto, troppo tempo (con i disastri che ciò ha comportato). Sempre più spesso, troviamo aziende che, seguendo i consigli dei propri consulenti, hanno ormai raggiunto un buon (se non ottimo) livello di sicurezza interna, con i giusti investimenti e con le dovute accortezze. Firewall di nuova generazione, antivirus predittivi, best practices nell’utilizzo e nello storage dei dati, sono tutte tecniche la cui adozione è in costante aumento.

Questo per quanto riguarda l’azienda, i dati in entrata ed i dati in uscita. Ma nel caso di un collaboratore che lavori da remoto? Siamo certi che il traffico di dati da lui trasmessi siano al sicuro? E cosa succede quando, per motivi di estrema necessità (come una pandemia), tutti i dipendenti si trovino nella condizione di dover lavorare da casa? Vediamo assieme quali potrebbero essere le vulnerabilità o “punti critici” da tenere in considerazione per approntare un buon piano di sicurezza informatica aziendale anche dopo l’adozione dello smartworking.

Connessione internet

Il primo punto debole di un laptop che si connetta ai server aziendali da remoto è la connessione: le reti domestiche non sono pensate per avere grandi livelli di sicurezza, e sono facilmente intercettabili da malintenzionati.

Firewall

Utilizzare i firewall presenti nel proprio sistema operativo da spesso una sensazione di falsa sicurezza: purtroppo essi non sono quasi mai efficaci, soprattutto nel caso si stia lavorando su dati particolarmente sensibili.

Furto

La sottrazione “fisica” del computer remoto è un’eventualità più comune di quanto si pensi, come lo è anche lo smarrimento di laptop, smartphones ecc. Una persona malintezionata con le opportune competenze potrebbe ricavarne ben più che la semplice rivendita del computer.

Sistemi operativi e software non sicuri

Utilizzando un computer personale, spesso non si presta la necessaria attenzione al grado di sicurezza del software che si sta utilizzando, a partire dal sistema operativo stesso. Windows 7, ad esempio, è utilizzato da milioni di persone in tutto il mondo nonostante siano state acclarate numerose falle di sicurezza, alcune anche piuttosto gravi.

Utilizzo condiviso

In molte famiglie è presente magari un computer solo per tutti i componenti. Mischiare file di lavoro e file personali non è mai una buona idea: l’installazione di software “ricreativo” può inavvertitamente portare con se malware, spyware ed altro codice malevolo, mettendo a rischio dati ben più importanti che le foto di famiglia al mare.

Questi sono solo alcuni degli aspetti riguardanti la sicurezza informatica che possono essere a rischio in una situazione di smartworking. Fortunatamente, esistono delle strategie che, se adottate correttamente, possono se non annullare il rischio, limitarlo efficacemente. Nel prossimo articolo vedremo assieme le soluzioni ai punti precedenti e di come implementarle in ambito domestico.