Pc Nuovi ed Aggiornati: quanto possono incidere sulla produttività aziendale?

Pc Nuovi ed Aggiornati: quanto possono incidere sulla produttività aziendale?

In ambito informatico una citazione estremamente popolare recita: “La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistor per chip, raddoppia ogni 18 mesi”.

Si tratta della legge di Moore, dal nome del cofondatore di Intel Gordon Moore che la postulò nel lontano 1965, e tradotta in termini più profani, vuole indicare come la potenza di calcolo alla base di un computer raddoppi in lassi di tempo abbastanza brevi.

Anche se a breve non sarà probabilmente più valida, a causa del raggiungimento di limiti strutturali nell’architettura dei microprocessori per come li conosciamo, la realtà a cui sottende è tristemente nota: la rapidità con cui un computer (aziendale ma anche e soprattutto consumer) diventa obsoleto è sempre troppo rapida rispetto al prezzo di acquisto.

 

Perchè un computer diventa “vecchio”?

Succede per vari motivi, che si possono però riassumere nella seguente causa: i software tendono a sfruttare gran parte delle risorse messe a disposizione dai calcolatori per offrire funzionalità via via sempre più avanzate, mentre i componenti hardware non vengono aggiornati con la stessa frequenza.

Ad un certo punto, tutte queste funzionalità andranno a pesare sulla capacità di calcolo, archiviazione e memoria del computer o server, rendendolo da poco reattivo a del tutto inadatto alla funzione adibita.

 

Quali sono le conseguenze di un parco macchine non aggiornato?

Qualsiasi azienda conosce bene quali siano i costi del non operare alla massima velocità ed efficienza concessa dalla tecnologia di un dato momento storico. Svantaggio nei confronti dei competitor, clienti insoddisfatti e lungaggini produttive sono infatti problemi ben noti in qualsiasi settore produttivo.

Parallelamente, anche in ambito IT, la mancanza di un parco macchine aggiornato può gravare enormemente sulla rapidità di esecuzione di compiti anche banali, come la gestione di allegati mail di grandi dimensioni o la velocità di apertura di file importanti per una richiesta urgente, per non parlare dell’utilizzo di software sempre più complessi e gravosi in termini di requisiti hardware.

In quali tecnologie investire?

Partiamo da un presupposto: come qualsiasi altra macchina, anche i computer ed i server hanno un loro ciclo-vita, oltre al quale non vale più la pena aggiornare i singoli componenti ma conviene piuttosto rimpiazzarli con modelli nuovi e più performanti.

Sia che si tratti di un aggiornamento delle periferiche o dell’acquisto di terminali nuovi, vediamo brevemente assieme su quali tecnologie porre l’accento.

Periferiche di archiviazione: i dischi SSD (Solid State Drive) sono ormai la norma e assicurano tempi di accesso minimi e la massima velocità di trasferimento possibile. Per risparmiare, è possibile orientarsi su dischi ibridi, con una partizione a stato solido ed una meccanica.

Memoria: la Ram è in costante evoluzione, e la quantità necessaria dipende strettamente dall’utilizzo che si farà della macchina sulla quale dovrà essere installata, tenendo sempre conto però che in futuro potrebbe servirne anche molta di più di quanto preventivato.

CPU: i microprocessori, come la Ram, sono i componenti con il ricambio tecnologico più rapido, ed è quindi importante orientarsi verso i modelli più recenti possibile, sempre tenendo conto le proprie necessità al fine di non spendere soldi inutilmente.

Capacità di networking: in un’azienda in cui i computer desktop (client) sono collegati fra loro in rete e con il server, è molto importante dotarsi di interfacce di networking veloci e moderne: Ethernet 5Gb, Wifi AC, porte Usb3.1, solo per nominare le tecnologie più recenti.

L’importanza di aggiornare l’intera rete

Quando giunge il momento di aggiornare il proprio parco macchine, vale la pena di considerare l’aggiornamento globale della propria rete aziendale. Anche solo un computer obsoleto potrebbe infatti inficiare le performance dell’intera infrastruttura IT, rappresentando un “collo di bottiglia”.